Inchieste sui macelli svizzeri

Queste immagini provengono dal macello di Moudon nel canton Vaud, dove sono state girate nel 2017.

In questo piccolo macello locale sono uccisi circa cinquanta animali alla settimana. I cadaveri sono poi forniti ad aziende quali ad esempio HappyMeat, che fingono con il consumatore di approvvigionarsi in modo etico.

Dietro a questa facciata si nasconde però una realtà che ci si guarda bene dal far vedere: animali impauriti che tengono alla propria vita, perciò si dibattono e cercano di fuggire alla morte.

Benché la legge svizzera sulla protezione degli animali in questo macello sia rispettata, uccidere degli individui che non hanno alcun desiderio di morire non è giustificabile. L’omicidio etico non esiste.

Interpelliamo il mondo politico!

Già 8,617 firme, aiutateci a ottenerne 9,000

Firmo la petizione

Dietro alle pareti, sofferenze inaudite...


La foto contiene un contenuto sensibile
che alcune persone potrebbero trovare disturbante.

Visualizzare

Gli animali sono uccisi l’uno davanti all’altro.


La foto contiene un contenuto sensibile
che alcune persone potrebbero trovare disturbante.

Visualizzare

Alcuni animali tentano di fuggire prima di farsi prendere.

Un allevatore scaraventa a terra un montone che si rifiuta di avanzare.


La foto contiene un contenuto sensibile
che alcune persone potrebbero trovare disturbante.

Visualizzare

La pinza per l’elettrocuzione degli animali è soggetta a costanti malfunzionamenti.


La foto contiene un contenuto sensibile
che alcune persone potrebbero trovare disturbante.

Visualizzare

Questo vitello viene ucciso quando è ancora cosciente.


La foto contiene un contenuto sensibile
che alcune persone potrebbero trovare disturbante.

Visualizzare

Ciascun animale era un individuo che avrebbe voluto vivere ancora.

Perché ciò è possibile?

Come spiegare ciò che si osserva nelle immagini scioccanti qui sopra se la legislazione sulla protezione degli animali è rispettata? La ragione è semplice: uccidiamo animali contro la loro volontà e questo lo si può fare soltanto in modo violento, in seguito ai diversi gesti di resistenza da parte loro.

Come potrebbero uscirne di fronte a gabbie di contenzione, pinze ed aghi elettrificati, barriere di metallo e pistole a proiettile perforante? Far finta di uccidere “umanamente” degli animali che fanno resistenza alla morte è sostanzialmente ipocrita.

I macelli rappresentano una istituzione violenta e, per definizione, omicida. Sono l’espressione della legge del più forte che la nostra società fa finta di aver superato.

Gli animali hanno bisogno del nostro aiuto. Fermiamo i macelli!

Nelle nostre società, il rapporto con gli animali è fondato sullo specismo. Per analogia con il razzismo e il sessimo, lo specismo designa l’ideologia che considera la vita e gli interessi degli animali come qualcosa che può essere ignorato e non considerato unicamente perché appartengono ad una specie diversa dalla nostra.

Come spiegare che si accettano queste condanne a morte se non con il fatto che gli animali sono considerati come dei semplici oggetti dei quali si può disporre come ci pare?

Fra l’altro, la scienza ha ormai dimostrato che gli animali sono tutt’altro che oggetti: vivono un’esperienza soggettiva complessa, sviluppano preferenze, desideri ed una personalità individuale.

Lo specismo è semplicemente indifendibile perché gli umani non sono affatto gli unici a udire delle emozioni: bisogna rispettare la vita e gli interessi degli altri esseri coscienti e sensibili che condividono il pianeta con noi.

Un caso isolato? La risposta nelle nostre altre inchieste.

Interpelliamo il mondo politico

La Svizzera si fregia di avere di avere una legislazione tra le più restrittive al mondo in ambito di protezione degli animali. Tuttavia, la sofferenza che gli animali provano nei macelli è manifesta. Ogni anno circa 65 milioni di animali sono uccisi nei macelli svizzeri quando sappiamo con certezza che mangiare la carne non è necessario alla nostra salute.

Questo è possibile soltanto perché viviamo in una società profondamente specista, che ignora la vita e la sofferenza degli animali unicamente perché appartengono ad una specie diversa dalla nostra. Lo sfruttamento e lo specismo che gravano sugli animali sono un problema della società che dovrebbe preoccupare ciascuno di noi.

La questione etica e la sofferenza animale sono sempre più fonte di inquietudine nella popolazione. È giunto il momento che il mondo politico prenda coscienza dell’ingiustizia vissuta dagli animali e risponda ed amplifichi la preoccupazione della popolazione.

Domandiamo quindi che i partiti politici svizzeri prendano in considerazione la vita e la sofferenza degli animali e s’impegnino a:

  1. sostenere un’agricoltura che sviluppa soluzioni alternative all’allevamento;

  2. riflettere su uno statuto legale degli animali che ne riconosca la natura di persone di una specie diversa dalla nostra;

  3. mettere in campo campagne di sensibilizzazione allo specismo e allo sfruttamento degli animali.

Il trattamento che riserviamo agli animali non è una questione minore: si tratta di un problema etico e politico che appare sempre più importante, un problema della società che va preso sul serio a partire da subito.

Insieme per gli animali

L'associazione PEA - Per l'Uguaglianza Animale, ha come obiettivo la fine dello specismo e l'avvento di una società egualitaria per tutti gli animali. É urgente mettere fine allo sfruttamento non giustificabile di cui sono vittime gli animali, e di rispettare la vita di tutti gli esseri senzienti, che siano umani o meno.

Realizzato da volontari, il nostro lavoro è reso possibile grazie alla generosità dei sostenitori e dei simpatizzanti.

Association PEA - Pour l'Égalité Animale
IBAN : CH10 0900 0000 1441 8134 8
BIC (Swift-Code) : POFICHBEXXX
PostFinance SA, Mingerstrasse 20, 3030 Berne

Sostienici o milita al nostro fianco diventando membro dell'associazione.

Foto: 123RF/backyardphotography

Sostieni l'associazione

Il trasferimento dei tuoi dati alla piattaforma di pagamento è completamente sicuro.